Il metodo

La Normodinamica, termine che allude alle dinamiche della vita ordinaria come terreno e combustibile del processo evolutivo, intende per normalità la piena realizzazione delle potenzialità di ciascuno nella sua unicità. Tale realizzazione avviene nella continua ricerca di una collocazione armonica all'interno dei sistemi di appartenenza, sia fisici che umani, culturali e universali. Il metodo normodinamico si basa sulla meditazione quale strumento di consapevolezza utile a modificare un funzionamento automatico che si manifesta a livello del comportamento, del mondo emotivo, della mente e delle relazioni, e a entrare in contatto profondo con aree e istanze personali nascoste o ignorate, così da farle emergere alla coscienza e ristrutturare sé stessi. Esso si avvale di tecniche derivate dalla tradizione orientale, quali lo yoga, la meditazione, le arti marziali, e di tecniche sviluppate in occidente, proprie della psicologia del profondo, di quella sistemico-relazionale e della psicosomatica. Il processo di consapevolezza è trasversale a molteplici attività di studio, di laboratorio, di ricerca e di elaborazione creativa.


Paolo Menghi 

Neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, negli anni '70 fonda con altri colleghi l'Istituto di terapia familiare di Roma, svolgendovi attività clinica, didattica e di ricerca, fondate sulla teoria sistemico-relazionale.Approfondisce ed amplia la sua formazione attraverso lo studio e la pratica di discipline di consapevolezza di derivazione orientale, quali meditazione, yoga e kendo, e di arti terapeutiche corporee, cogliendone il potere conoscitivo e trasformativo.Propone a gruppi di terapeuti in formazione l'esperienza della integrazione sinergica di queste con le conoscenze e gli strumenti della psicoterapia, attivando connessioni feconde e mettendo le basi del metodo da lui ideato, la Normodinamica. Nel 1984 fonda a Roma l'Istituto Mandala e poi la Società Italiana di Normodinamica, dove insegna e forma insegnanti, guidando i suoi studenti in un profondo cammino di ricerca nella direzione dell'interezza, della libertà e della realizzazione. Paolo Menghi credeva fermamente che per risvegliarsi dall'identificazione ipnotica con un io ristretto ed accettare la normale dinamica dell'esistenza "nessuno può farcela da solo" e che per procedere c'è bisogno di una direzione verso cui orientarsi, di una strada da percorrere e della propria partecipazione consapevole.Il Mandala, nella sua concezione e creazione, è stato un luogo, una fucina operosa, l'incontro di persone legate nel tempo in una rete di relazioni ed in un progetto in continua evoluzione, una scuola di vita.Dopo la sua morte, avvenuta nel 1998, molti dei suoi studenti hanno continuato il loro percorso di ricerca nella direzione definita negli anni del suo insegnamento, mantenendo aperti contesti già attivi e aprendone di nuovi.