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Lettura del mese 

Da sempre l'umanità è affetta da una malattia da cui non è ancora guarita, e se non guarisce adesso, morirà di questa malattia. La malattia è autoimmune: all'interno dello stesso organismo una cellula non riconosce l'altra e la combatte perché la considera diversa da se, riservandole così lo stesso trattamento che un organismo usa nei confronti di un virus o di un batterio che è penetrato in lui dall'esterno. L'umanità terrestre popola un organismo molto più grande di lei, che la contiene, ma, ignara di ciò, non si unisce per partecipare alla costruzione della gloria di questa ampiezza. la ostacola invece con continue guerre al suo interno. Dovrà l'umanità, per restare unità, cercare un virus fuori di sé, un nemico esterno che la minacci, per chiamare a raccolta le proprie forze e unirsi in un intento comune? Non sarà un entusiasmo rispetto al futuro che porterà la guarigione da questa malattia autoimmune. Solo l'evidenza del proprio fallimento costringerà invece l'uomo a cambiare. Altrimenti sarebbe un'ennesima finzione, un ennesimo tentativo di rendere l'ego, cioè l'attaccamento all'io, sempre più separato dagli altri e sempre più tronfio di un se tanto irreale quanto scisso. Così la separazione dagli altri condurrebbe solo al delirio solitario. Alle soglie del terzo millennio, la cellula uomo deve fare in modo che la consapevolezza di se venga com-presa e condivisa anche dalle altre cellule del corpo di cui fa parte e che è tanto grande da impedirle di vederne i confini. Solo quando una persona tocca con chiarezza il suo individuale fallimento nella scissione, si apre una vera speranza di solidarietà: quella di mettere tutta la consapevolezza che singolarmente può sviluppare al servizio della consapevolezza di tutti. Se io vi dico: "Occupatevi di tutta l'umanità", c'è qualcuno così pazzo da pensare di farcela da solo? Ma soltanto se capite che o riuscite a farcela insieme a tutti gli altri o non ci riuscite affatto, vi diviene chiaro perché avete bisogno di aiuto, perché tutta l'umanità deve imparare a collaborare allo stesso progetto per una nuova mente....La solidarietà non sarà costruita sulle similitudini o sulle simpatie. Se le cellule della retina si sentissero uguali alle cellule di un dito sarebbe un falso dal punto di vista della struttura dell'organismo e un disastro dal punto di vista della sua funzione. La solidarietà nella complessità è la sfida di oggi. Ma la solidarietà si crea nel momento dell'intento comune, e l'unico intento comune che oggi può salvare le cellule che compongono l'umanità è quello di collaborare insieme al cambiamento della mente dell'uomo. Ciò che ultimamente sta accadendo all'esterno, nel mondo, è un aiuto incredibile per sviluppare la forza, la disciplina, e per far succedere al nostro interno qualcosa di fondamentale. Qualcosa di assolutamente nuovo, di collettivamente nuovo. Le circostanze aiutano. Obbligano al confronto. E il confronto favorisce unioni e separazioni; le separazioni aprono a nuove unioni. I rami secchi vanno via.

(tratto dal seminario "Trasformare la mente" di Paolo Menghi)



Testi di Normodinamica

  • Menghi P., 1997, "Zone di silenzio", Edizioni Mandala Scuola di Normodinamica, Roma
  • Menghi P., 2001, "Il filo del Sè", Edizioni Mandala Scuola di Normodinamica, Roma
  • Menghi P., 2009, "Trasformare la mente. Seminari di normodinamica", Ubaldini Editore, Roma
  • Menghi P., 2014, "Figli dell'Istante. Hamsavada Samaya: la via del Mandala", Normodinamica Edizioni, Roma



Articoli di Normodinamica